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Rigoni Stern

L’anno della vittoria

8° incontro - Storia di Tönle - L'anno della vittoria

Appuntamento a lunedì 9 dicembre per discutere su “L’anno della vittoria” di Rigoni Stern.

Storia di Tönle
L’anno della vittoria

Vincitore premio Bagutta 1979
Vincitore premio Campiello 1979

La storia di Tönle Bintarn, contadino veneto, pastore, contrabbandiere ed eterno fuggiasco è l’odissea di un uomo che tra la fine dell’Ottocento e la Grande Guerra rimane coinvolto per caso nei grandi eventi della Storia e combatte una battaglia solitaria per la sopravvivenza sua e della civiltà cui sente di appartenere. “L’anno della vittoria”, continuazione ideale della “Storia di Tönle”, è quello che va dal novembre 1918 all’inverno successivo e racconta la storia di una famiglia e di un paese che devono risollevarsi dall’immane naufragio della guerra. Il lento ritorno alla vita, la fatica di riannodare i fili degli affetti e dei sentimenti, la riscoperta di luoghi e ritmi di vita perduti: Rigoni Stern dà voce alle cose, alle persone, alla natura nei loro aspetti più autentici, testimonianze di un’umanità di confine che vince nonostante la Storia.

MARIO RIGONI STERN

Scrittore italiano. Esordì con Il sergente nella neve (1953), una delle più notevoli testimonianze letterarie della seconda guerra mondiale, alla quale l’autore partecipò con gli alpini sul fronte russo. Dopo anni di silenzio Rigoni Stern è tornato alla narrativa con i racconti Il bosco degli urogalli (1962) e i romanzi La guerra della naia alpina (1967), Quota Albania (1967), Ritorno sul Don (1973), Storia di Tönle (1978, premio Campiello), emblematica biografia di un solitario montanaro durante la grande guerra, uno dei suoi esiti più alti. Successivamente, accanto a nuovi romanzi, L’anno della vittoria (1985) e Amore di confine (1986), lo scrittore ha pubblicato diverse opere che testimoniano di una sua crescente adesione al mondo della natura: Uomini, boschi e api (1980), Il libro degli animali (1990), Arboreto selvatico (1991). In Le stagioni di Giacomo (1995, premio Grinzane) ha raccontato i luoghi d’origine. Nella produzione successiva tornano i suoi temi dominanti: Sentieri sotto la neve (1998), Tra due guerre e altre storie (2001), Stagioni (2006), I racconti di guerra (2006).
(dall’Enciclopedia della Letteratura Garzanti)

Già a settembre, dopo la pausa estiva, sono ripresi gli incontri del gruppo di lettura ” Intor dal fogher”. E per ottobre e novembre ci siamo dedicati a “Gente di Dublino ” di James Joyce, due mesi visto che si tratta di uno degli autori fondanti della modernità.
Nonostante la scrittura semplice sia nel lessico che nella morfologia, questi racconti non sono né facili né accattivanti. Joyce non cerca di compiacere il lettore, si limita a una presentazione di quella che chiama la paralisi morale della sua città, la odiata Dublino da cui fugge ma a cui, allo stesso tempo, è legatissimo e a cui vorrebbe tornare.

Germana

…la scelta è motivata dal bisogno di melodie più dolci e leggere dopo due mesi della musica pesante e stagnante di Dublners.😜

Megumi

Gruppo WhatsApp, Glup Book Club

INTOR DAL FOGHER

gruppo di lettura

I libri degli incontri passati

“Una yurta sull’Appennino” di Marco Scolastici

“Oro rosso” di Stefania Prandi

“L’ Avversario” di Emmanuel Carrére

“I racconti di Pietroburgo” di Nikolaj Gogol

“Storia di Tönle” di Mario Rigoni Stern

“Stoner” di John Williams

“Gente di Dublino” di James Joyce

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