PERCORSO DEI LANDRIS

Itinerari

Questo percorso può essere effettuato secondo due modalità, ma avendo sempre come partenza Maniago.

1. Auto + passeggiata a piedi: tempo di percorrenza 3-4 ore
2. Mountain bike: tempo di percorrenza 2 ore I tempi di percorrenza includono le soste per le visite ai due Landris, cioè a quelle cavità nella roccia che caratterizzano il percorso stesso.

1. AUTO + PASSEGGIATA A PIEDI Partenza da Maniago in auto con direzione Frisanco/ Poffabro in Val Colvera; all’uscita della seconda galleria svoltare subito a sinistra e parcheggiare l’auto nello spiazzo a ridosso della carreggiata. Da questo punto in poi il percorso si svolge ad anello con andata e ritorno nello stesso posto.
Si imbocca l’unica strada che conduce ad un piccolo ponte sul torrente Colvera, da dove si raggiunge (in pochi metri) il vecchio Ponte delle Pignatte, luogo suggestivo per la presenza nelle rocce delle tracce lasciate dal corso d’acqua. Questo, nella sua vorticosa erosione, ha determinato in epoche passate la formazione di cavità (caldaie), presenti anche a quote superiori a quelle dell’attuale alveo, che vanno sotto il nome di Marmitte dei Giganti. Dal Ponte delle Pignatte si ritorna indietro di pochi metri e si imbocca la strada sterrata che scende costeggiando il Colvera. Percorso questo tratto si arriva alla confluenza dei due rami del torrente: quello proveniente dal Monte Jouf (Colvera di Jouf) e quello dal Monte Raut (Colvera di Raut).
La strada piega bruscamente a sinistra seguendo parallelamente da questo momento, l’andamento del corso della Colvera di Jouf. La vegetazione che ha colonizzato la sponda del torrente è di tipo ripariale, mentre quella che si affaccia sulla strada è di bosco misto. Si costeggia sempre il torrente fino ad incontrare, nell’alveo, in corrispondenza di una piccola stretta, dei manufatti in cemento; da qui, vegetazione permettendo, si possono scorgere i pradoni e le rocce del Paradaç del Monte Raut. La strada continua fino all’imbocco, sulla sinistra, di una piccola strettoia che conduce al Landri Scur. L’origine di questa cavità si deve all’azione modellatrice dell’acqua che ha agito su rocce molto fratturate, producendo delle profonde fessure di origine carsica alla base delle pareti rocciose. In primavera tutta questa area è ricoperta da Ranunculus Ficaria e da Dentaria Pentaphyllos che danno una nota di colore e addolciscono l’aspro paesaggio. Ritornati sulla strada, e percorsa qualche decina di metri, ci si trova in corrispondenza dell’entrata del Landri Viert, senza dubbio il più interessante, suggestivo ed unico nel suo genere.
Entrando nella prima strettoia si vede la sponda destra orografica costituita da un versante roccioso che è stato profondamente inciso nella parte inferiore, determinando così, superiormente, un’ampia volta con bordo arcuato, volta che in passato, era sicuramente più estesa, come testimonia la presenza di alcuni massi ad essa appartenenti, che ora giacciono sul letto del torrente. Di ritorno sulla strada il percorso cambia totalmente, assumendo le caratteristiche di un sentiero che procede secondo la direzione del corso d’acqua, tanto da attraversarlo in due punti.
Proseguendo lungo questo sentiero e ad un bivio girando a destra, ci si trova in prossimità di vecchie case in pietra ormai in fase di abbandono che indicano la fine del percorso e l’arrivo sulla strada della Landris, non lontano da Pian delle Merie. A questo punto non resta che percorrere tale strada in direzione Poffabro con possibilità di deviare per Val di Frina, e quindi proseguire lungo la strada della Val Colvera e arrivare al punto in cui è stata parcheggiata l’auto.

 

 2. MOUNTAIN BIKE
Partenza da Maniago in direzione Frisanco. Arrivati all’imbocco della galleria principale si lascia la provinciale 26 e si devia a destra lungo la vecchia strada della Val Colvera: un tracciato suggestivo costeggiato dal torrente a destra e da alte pareti rocciose a sinistra. Passato un piccolo ponte, si rientra nella strada che conduce a Frisanco e Poffabro proprio in prossimità di una breve galleria; all’uscita, si percorrono pochi metri svoltando poi a sinistra in corrispondenza di un piccolo varco che interrompe la barriera di protezione. Si continua per un breve tratto arrivando al vecchio Ponte delle Pignatte; qui si sale ancora e poi, nella direzione del torrente, si inizia la discesa che immette nel percorso dei Landris. Da questo punto in poi il tragitto è il medesimo di quello descritto nella modalità precedente. L’ambiente della Colvera di Jouf è umido, con terreno profondo. Nelle piccole e fresche valli ci sono numerose specie di felci tra cui: Polypodium Vulgare, Thepypteris Phegopteris, Dryopteris filix-max, Athyrium filix-femina, Cistopteris Fragilis, Phillithis Scolopendium, Ophioglossum Vulgatum, Botrychium Virginianum molto rara ed altrettanto bella; questo luogo, attualmente, è l’unica zona in tutta Italia in cui è stata segnalata la presenza di questa felce. Nelle zone boscate più umide troviamo: Arum maculatum, Aruncus vulgaris, Listera avara, Aconitum Vulparia, Paris Quadrifolia, Lunaria Rediviva; sempre nel sottobosco troviamo, tra gli altri, l’Anemone Epatica, Lathyrus Vernus, Saxifraga Rotundifolia, Euphorbia Amygdaloides, Mercurialis Perennis, Veratrum Nigrum. Negli affioramenti rocciosi abbiamo la Globularia Cordifolia, Primula Auricola, primula che generalmente si rinviene a quote più elevate. Nelle radure e nei prati si vedono il Muscari Botryoides, Colchicum autunnale, mentre nell’argine del torrente (Landri Viert) troviamo la Caltha Palustrie e l’Aljium Ursinum.

CoSa stai aspettando?

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