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Parco Naturale Dolomiti Friulane

Il Parco 

mammiferi

volatili

rettili anfibi pesci

specie botaniche

"ha" natura protetta

Il Parco Naturale delle Dolomiti Friulane

Circa 37.000 ettari di natura protetta, 1.300 specie botaniche, 50 di mammiferi, 100 di volatili (tra i quali l’aquila reale, simbolo del Parco), 35 di rettili, anfibi e pesci.
Un territorio che si estende tra la provincia di Pordenone e quella di Udine e, abbracciando la Valcellina e l’Alta Valle del Tagliamento, lambisce la Valmeduna.
Il Parco Naturale delle Dolomiti Friulane, riconosciuto patrimonio UNESCO nel 2009, racchiude una realtà geologicamente complessa: faglie, fratture, morene e piramidi di terra, guglie e torrioni dolomitici.
Interessanti il Campanile di Val Montanaia, la stratificazione chiamata “i libri di San Daniele” e il sovrascorrimento Periadriatico ma anche i depositi della frana del Monte Toc (o del Vajont), che evocano la catastrofe del 1963.
Un’area “wilderness” ideale per escursioni di tipo naturalistico ed il trekking con percorsi accessibili anche ai disabili. Collegata al Parco vi è inoltre la vicina riserva naturale Forra del Cellina, significativa e spettacolare incisione scavata dal torrente Cellina.

The Natural Park of the Friulian Dolomites

Approximately 37,000 hectares of protected nature, 1,300 plant species, 50 of mammals, 100 of birds (including the golden eagle, symbol of the park), 35 of reptiles, amphibians and fishes.
A territory that extends between the provinces of Pordenone and Udine and that brushes the Valmeduna by embracing the Valcellina and the Upper Valley of the Tagliamento.
The Natural Park of the Friulian Dolomites, recognized heritage UNESCO in 2009, encloses a geologically complex reality: faults, fractures, moraines and earth pyramids, peaks and dolomitic towers.
Very interesting the Campanile of Val Montanaia, the stratification called “books of San Daniele” and the Periadriatic overthrust, but also the deposits of the landslide of Mount Toc (or Vajont), that evoke the catastrophe of 1963.
An area “wilderness” ideal for naturalistic excursions and the trekking, with trails accessible also to disabled people. Connected to the park there is also the nearby nature reserve Forra del Cellina, a significant and spectacular engraving carved by the river Cellina.

CENTRI VISITE E PUNTI INFO

L’ospitalità del Parco Naturale Dolomiti Friulane verso i visitatori si concretizza nell’attivazione di una serie di strutture la cui finalità è quella di informare e indirizzare il fruitore alla scoperta del territorio, delle sue caratteristiche e peculiarità.

Gli Uffici informazioni, dislocati nei Centri visite oppure in prossimità delle valli principali e dei punti d’interesse più significativi, sono attivi nei periodi di maggiore afflusso turistico e dispongono di personale qualificato in grado di fornire informazioni aggiornate sui vari aspetti del Parco Naturale Dolomiti Friulane (natura, itinerari, condizioni accessi, norme e comportamenti, ecc.). I Centri visite ospitano mostre tematiche, archivi documentativi, piccole foresterie e percorsi didattici adatti a tutti, anche a gruppi scolastici. I Centri visite permettono quindi di visitare il Parco Naturale Dolomiti Friulane guidati da esperti conoscitori di piante e sentieri, di storia locale e di animali.
I Centri visite e i Punti informativi sono a disposizione del visitatore per fornire gli spunti adatti per scoprire il territorio in modo adeguato; inoltre ciascuno di essi ospita mostre tematiche, multimediali e didattiche utili ad approfondire la conoscenza del territorio.
Il punto di riferimento principale è il Centro visite di Cimolais, dove si trova anche la sede amministrativa del Parco Naturale Dolomiti Friulane e dove è ospitata un’intera esposizione dedicata alla Fauna del Parco.
Per visitare la zona del Vajont e della Frana del Monte Toc e conoscere la triste vicenda della catastrofe del 1963 è opportuno recarsi al Punto informativo della Diga del Vajont e al Centro visite di Erto, uno tra i più importanti e completi centri di documentazione sul disastro del Vajont e valido punto di riferimento per studi e ricerche.

Per chi volesse conoscere da vicino il mondo dei volatili, le loro relazioni con l’uomo e l’ambiente, si consiglia la visita all’Area avifaunistica di Andreis, dove oltre alla mostra sull’avifauna allestita al Centro visite è possibile visitare le voliere di recupero degli uccelli feriti.

La Vegetazione e Le Foreste sono gli argomenti diffusamente illustrati presso i Centri visite di Forni di Sopra e Forni di Sotto, integrati da escursioni a tema dedicate anche ai più piccoli come ad esempio il Sentiero dei bambini e da interessanti itinerari di archeologia forestale.

Claut si intrecciano etnografia e preistoria: nel Centro visite Museo Casa Clautana è possibile conoscere i mestieri antichi  e il ruolo che la donna ha avuto nella vita di montagna mentre l’agevole itinerario di Casera Casavento porta a scoprire le impronte fossili di dinosauro rinvenute nel 1994.

A Poffabro il Centro visite, realizzato recuperando un antico caseificio, è dedicato alla lavorazione del latte e all’antico mestiere del malgaro.

Tramonti di Sopra il Centro visite ospita un percorso dedicato all’acqua per divulgare i valori di questo bene naturale nei diversi ambiti della vita sulla Terra fino allo sfruttamento energetico.

Di seguito troverete l’elenco e l’orario di apertura con le relative descrizioni di tutti i Centri visite e Punti Informativi dislocati sul territorio del Parco.

I CENTRI VISITE

  • Punto Informativo presso Diga del Vajont – Erto e Casso (PN)
CENTRO VISITE DI POFFABRO (PN) - PARCO NATURALE DOLOMITI FRIULANE
Foto di Mirko Claut - Concorso fotografico BorghiClic

Prossimo Evento presso il Centro Visite del Parco a Poffabro

Sabato 14 settembre 2019 ore 20.30
c/o Centro visite del Parco

“L’affascinante mondo dei chirotteri”

° Luca Dorigo ° Faunista °

seguirà una breve passeggiata per tradurre in suoni udibili i misteriosi ultrasuoni dei pipistrelli.

Mappa del Parco Dolomiti Friulane

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